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Valutazione Azienda - Due diligence per acquisizione business unit

Due diligence fiscale e contabile per ridurre i rischi in caso di acquisizione di aziende
Operazioni societarie - GLI STRUMENTI PER LIMITARE I RISCHI FISCALI IN CASO DI ACQUISIZIONE DEL BUSINESS
di Stesuri Aldo 
in Azienda & Fisco n.20/2002, pag. 907  
Un soggetto estero intende acquisire un gruppo di società ubicate in Italia pur avendo assai scarse notizie sulle loro principali caratteristiche. Si chiede quali siano i sistemi e gli strumenti operativi per limitare i rischi in capo all'acquirente fornendogli uno scenario esaustivo dei punti di forza e di debolezza, con particolare attenzione allo status fiscale delle società oggetto di acquisizione.
 
Uno dei problemi principali del potenziale acquirente del business è la valutazione corretta dei rischi che egli si accolla con l'operazione di acquisizione. I rischi possono essere di natura economica (reddittuale, patrimoniale), di natura finanziaria (incapacità del business a rifinanziare nel medio lungo periodo l'esborso sostenuto per l'acquisizione della società target), di natura strategica, di natura ambientale o di natura fiscale.
Al fine di sopperire a tale difficoltà, è nato negli ultimi decenni uno strumento di analisi approfondita che consente all'acquirente di avere piena cognizione dei rischi esistenti presso l'entità target . Tale strumento è denominato due diligence ed è ormai utilizzato in tutti i processi di acquisizione al fine di garantire la corretta valutazione della realtà indagata. In tale contesto, il potenziale acquirente potrà verificare: a) la correttezza del prezzo fissato dalle parti in via preliminare; b) l'eventualità di chiedere idonee garanzie; c) l'eventualità di abbandonare le trattative; d) l'esistenza di punti di forza e/o di debolezza della target (con riferimento alla due diligence in generale, si veda Stesuri, Due Diligence e Investigation, Amministrazione & Finanza Oro , n. 1/2001, Ipsoa).
Ad oggi, non esiste una definizione specifica di due diligence . Il termine, di origine anglosassone, dovrebbe indicare la diligenza dovuta dal professionista che effettua la propria attività di verifica previo mandato di svolgere un incarico nell'ambito delle proprie competenze (civili, legali, contabili, fiscali). Nella prassi il termine è utilizzato dagli operatori per indicare l'attività posta in essere dagli advisors prima di concludere un contratto o un'operazione di acquisizione/fusione o altre operazioni che hanno finalità di acquisizione, di quotazione di borsa, di collocamento privato di titoli e di perizie di valutazione di azienda. Il processo di due diligence , che si attua attraverso l'impiego di risorse umane altamente specializzate, ha natura contrattuale e pone dei precisi vincoli professionali agli esecutori materiali delle verifiche.
Le verifiche, normalmente effettuate presso la sede delle società target , sono di varia natura: a) verifiche contabili e finanziarie ( due diligence contabile e finanziaria); b) verifiche legali e contrattuali ( due diligence legale); c) verifiche ambientali ( due diligence ambientale); d) verifiche fiscali ( due diligence fiscale). Pertanto, è necessario che gli advisors incaricati effettuino le analisi delle differenti aree d'indagine e stilino un documento finale in cui vengono evidenziati eventuali passività o aree di rischio presenti presso le società verificate.
Nel caso di specie, l'investitore è soprattutto interessato a verificare l'esistenza di problemi di natura fiscale e se gli adempimenti di natura formale e sostanziale sono stati ottemperati secondo le disposizioni di legge da parte delle società contribuenti. In tale contesto, lo strumento operativo più importante che, è in grado di fornire valide garanzie al potenziale acquirente, è la due diligence fiscale. In breve, la due diligence fiscale diventa un vero e proprio strumento di garanzia per l'investitore estero. (Per un esame approfondito delle modalità di esecuzione della tax due diligence , si veda: Stesuri, Aspetti fiscali della due diligence , in Corriere Tributario , n. 34/2000, pagg. 2494 e ss.; idem, La due diligence , Ipsoa, in pubblicazione)
La verifica fiscale si sostanzia in un'attività articolata e complessa. Il team incaricato delle verifiche è solitamente costituito da tre o quattro consulenti che hanno maturato esperienza pluriennale nel campo della fiscalità nazionale ed internazionale e nell'ambito delle operazioni societarie di natura straordinaria. Nel caso in cui siano utilizzati più team fiscali in quanto le società coinvolte sono molteplici ed ubicate in varie località, occorre che gli esecutori materiali delle verifiche utilizzino le stesse procedure e lo stesso standard form per la stesura del report fiscale.
La fase esecutiva della due diligence fiscale normalmente consiste nella verifica delle seguenti aree d'indagine:
 ·   Analisi dell'organigramma societario . Solo un esame completo dell'organigramma di gruppo permette al verificatore di attuare una esatta identificazione delle società che devono essere oggetto di due diligence fiscale.
 ·   Analisi dei periodi d'imposta ancora aperti ad accertamento . L'analisi de qua ha quale obiettivo di limitare l'indagine conoscitiva ai soli periodi d'imposta ancora accertabili;
 ·   Analisi di eventuali dichiarazioni di condono presentate dalle società . L'esame dei condoni presentati dalla società permette all' advisor di avere uno scenario del modus agendi fiscale seguito dal contribuente nel corso degli anni. La presenza di numerose dichiarazioni di condono benché limitino le possibilità di verifica da parte dell'Amministrazione Finanziaria sono, comunque, indice di scarsa precisione negli adempimenti formale e sostanziali;
 ·   Analisi del contenzioso . Tale analisi mira a verificare il comportamento fiscale del contribuente e l'eventuale esistenza di contenziosi per i quali non sono stati effettuati I dovuti accantonamenti a fondo rischi.
 ·   Analisi delle dichiarazioni fiscali e delle imposte dovute . L'esame delle dichiarazioni consente di verificare l'esistenza di errori formali e/o sostanziali e l'eventuale mancato versamento delle imposte dovute;
 ·   Analisi delle operazioni di natura straordinaria poste in essere dalle società . In tale ambito la verifica ha l'obiettivo di verificare la correttezza formale e sostanziale di tali operazioni e l'inapplicabilità di specifiche disposizioni antielusive;
 ·   Evidenziazione di aree di rischio fiscale . Tali verifiche permettono spesso al cliente di richiedere opportune garanzie.
 ·   Evidenziazione e qualificazione delle passività fiscali emerse . Tale attività serve a fornire al committente una soglia qualitativa e quantitativa del rischio che egli si accolla con la definizione dell'operazione di acquisizione.
 ·   Eventuale valutazione dei riflessi fiscali e di rischio sulla operazione pianificata per l'acquisizione del business . Tale attività intende fornire al potenziale acquirente il grado di rischio fiscale correlato al tipo di schema contrattuale che egli intende perseguire (Con riferimento alla doppia interferenza fra schema contrattuale di acquisizione e processo di due diligence, si veda A. Stesuri, Tra acquisizioni e verifiche una doppia interferenza , in Amministrazione & Finanza , n. 12/2002, pagg. 16 e ss.).
Ciascuna delle aree d'indagine richiede competenze specifiche e un utilizzo differenziato di tempo e risorse umane.
Le finalità tipiche della due diligence fiscale sono le seguenti:
a) la rideterminazione del prezzo iniziale di acquisto;
b) la richiesta di idonee garanzie che possano tutelare il potenziale acquirente;
c) l'eventuale abbandono delle trattative.
Con riferimento al primo punto, è necessario evidenziare come l'obiettivo primario ricercato dai verificatori nel corso della due diligence fiscale è quello di fare emergere eventuali passività fiscali potenziali che non sono state dichiarate dal venditore. In tale ambito, la quantificazione e la qualificazione di passività fiscali certe potrebbe avere quale conseguenza una richiesta di diminuzione del prezzo iniziale pattuito fra le parti.
Con riferimento al secondo punto, la realtà operativa insegna che l'emersione di aree fiscali di rischio o di passività con qualifica incerta (possibile, probabile) induce il potenziale acquirente a richiedere idonee garanzie contrattuali (clausole di manleva) o reali (fideiussioni personali o bancarie) che devono essere rilasciate dal venditore.
Infine, qualora dal report di due diligence fiscale siano emerse passività fiscali di natura certa e di valori rilevanti il potenziale acquirente potrebbe essere indotto ad abbandonare la trattativa di acquisizione, ovvero, a modificare lo schema contrattuale di acquisizione inizialmente pianificato per sceglierne uno che gli garantisca l'accollo di un minor rischio fiscale.
 Si consideri la mancata tenuta della contabilità di magazzino con il correlato rischio di accertamento induttivo da parte delle autorità fiscali su tutti i periodi d'imposta ancora aperti a verifica. Ancora, si consideri uno schema contrattuale di acquisto imperniato su un acquisto di partecipazioni, con rischio fiscale pieno del potenziale acquirente, che viene sostituito da un operazione di acquisto di ramo di azienda, con rischio fiscale limitato al valore del ramo acquisito e alle passività fiscali inerenti all'anno dell'acquisizione e nei due antecedenti.
La tax due diligence ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo molto consistente. Ad oggi, è da ritenere che la crescita di tale settore di attività non si sia ancora esaurita, ma anzi un ulteriore sviluppo per quest'ultima deriverà dalle continue acquisizioni che gli investitori esteri pongono in essere nel nostro paese. Tale strumento operativo è diventato indispensabile nei processi di acquisizione e può incidere profondamente sulle decisioni finali di acquisto del potenziale acquirente. L'investitore che non ha una piena cognizione della realtà oggetto di acquisizione deve tutelarsi da eventuali rischi fiscali ricorrendo all'attività di due diligence . (Per un esame approfondito dei rischi derivanti dalle operazioni di acquisizione si veda A. Stesuri, L'attività di due diligence quale strumento di limitazione dei rischi e di valutazione dell'operazione di acquisizione , in AF, Analisi Finanziaria , n. 44/2001, pagg. 35 e ss.).
 
 Fonti normative
D.P.R. n. 917/1986, artt. 122, 123 e ss. (disciplina tributaria delle operazioni straordinarie);
D.P.R. n. 917/1986, art. 50 e ss. (reddito d'impresa);
D.P.R. n. 600/73, art. 59 (accertamento induttivo);
D.P.R. n. 600/1973, art. 37-bis (norma elusiva);
D.Lgs n. 471/97 e n. 472/97 (disciplina sanzionatoria tributaria amministrativa);
D.P.R n. 600/1973, artt. 36-bis e ter e 43; D.P.R n. 633/1972, art. 57 (determinazione dei periodi d'imposta da verificare e dei controlli formali e sostanziali). 
 
 
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