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Rivalutazione quote

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2017

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2017 - Valutazione Azienda in 24 ore

Rivalutazione partecipazioni in società non quotate (Anno 2017)

Riaperti dalla Legge di bilancio 2017 i termini per la rideterminazione del valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, detenute, non in regime di impresa, alla data del 1° gennaio 2017. Il termine per la redazione della perizia giurata di stima viene fissata al 30 giugno 2017 e viene confermata l'aliquota dell'imposta sostitutiva (8%) da applicare al valore di stima aggiornato.

La legge di bilancio 2017 riapre nuovamente i termini per procedere alla rivalutazione delle quote di partecipazione in società non quotate detenute da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia alla data del 1° gennaio 2017.

Viene confermato il raddoppio delle aliquote già previsto per il 2015 e per il 2016 dalle relative Leggi di Stabilità.

La riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate, detenute non in regime d’impresa alla data del 1° gennaio 2017, evitando in caso di loro cessione l’emersione di plusvalenze.

Per detti soggetti la rivalutazione della quota consente loro di evitare l’emergere di plusvalenze da sottoporre a tassazione ai sensi dell’art. 67 del testo unico delle imposte dirette in sede di cessione della medesima partecipazione, assumendo quale valore iniziale fiscalmente riconosciuto, da contrapporre al prezzo di vendita ai fini della determinazione della plusvalenza conseguita, il valore della partecipazione rivalutata (la plusvalenza viene in sostanza azzerata in quanto il prezzo di vendita risulta essere per convenzione esattamente pari al costo di acquisizione fiscalmente riconosciuto).

 La legge di bilancio 2017 dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione della partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2017.

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2017, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva dell’8% sia sulle partecipazioni qualificate che su quelle non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2017.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 è sempre l’8055.

Come accennato, il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 30 giugno 2017) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita viene fatto coincidere con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Il prezzo di cessione della partecipazione rivalutata potrà essere inferiore al valore di perizia; tuttavia la minusvalenza realizzata non avrà rilevanza fiscale per il cedente.

Il costo rivalutato è utilizzabile unicamente ai fini della determinazione dei redditi diversi, quali le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni, ma non per la determinazione dei redditi di capitali, quali quelli derivanti a seguito di recesso, esclusione del socio o liquidazione della società.

Tale costo è tuttavia utilizzabile in caso di recesso atipico, essendo realizzato mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi (circolare dell’Agenzia delle entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di bilancio 2017, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

La perizia potrebbe teoricamente essere anche effettuata dopo la cessione della quota (è infatti ammesso nel caso si adotti il regime della dichiarazione), ma è preferibile che venga comunque redatta antecedentemente all’atto di compravendita.

I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni devono essere indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (e, dunque, nel caso in esame nel modello UNICO 2018 relativo al periodo d’imposta 2017).

In ogni caso, l’omessa indicazione nel Mod. UNICO dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione (circolare dell’Agenzia delle entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E).

Inoltre il contribuente dovrà conservare, unitamente alla perizia: i dati identificativi dell’estensore della perizia, il codice fiscale della società periziata, le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva. La perizia e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, dovranno essere esibite o trasmesse.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del  1° gennaio 2017, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

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Rivalutazione partecipazioni in società non quotate 2016

Rivalutazione partecipazioni in società non quotate 2016 - Valutazione Azienda in 24 ore

La Legge di stabilità 2016 riapre per l’ennesima volta i termini per la rideterminazione del valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati.

Nella sua versione definitiva, la Legge n. 208 del 28/12/2015, pubblicata sulla G.U. in data 30/12/2015, l'aliquota dell'imposta sostitutiva viene stabilita nella misura dell'8% sia per le partecipazioni non qualificate che per le partecipazioni qualificate (la misura agevolativa dell'anno scorso, ad aliquote già raddoppiate rispetto alle versioni precedenti, prevedeva l'aliquota del 4% per quelle non qualificate e dell'8% per le sole partecipazioni qualificate).

Il comma 887 della Legge di Stabilità 2016 prevede la possibilità di rivalutare le partecipazioni detenute in società non quotate in mercati regolamentati possedute alla data del 1° Gennaio 2016 e che entro il 30 giugno 2016 vada redatta ed asseverata la perizia di stima e versata l’imposta sostitutiva.

 

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Rivalutazione partecipazioni in società non quotate (Anno 2016)

La legge di stabilità 2016 riapre i termini per procedere alla rivalutazione delle quote di partecipazione in società non quotate detenute da persone fisiche e società semplici alla data del 1° gennaio 2016.

L’aliquota viene fissata all’8% sia per le partecipazioni qualificate che per quelle non qualificate.

La rivalutazione della quota consente di evitare l’emergere di plusvalenze da sottoporre a tassazione ai sensi dell’art. 67 del testo unico delle imposte dirette in sede di cessione della medesima partecipazione, assumendo quale valore iniziale fiscalmente riconosciuto il valore della partecipazione rivalutata.

 La legge di stabilità 2016 dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione della partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2016.

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2016, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva dell’8% sulle partecipazioni qualificate o non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2016.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 resta “8055”.

Il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 30 giugno 2016) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita coincida con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Il prezzo di cessione della partecipazione rivalutata potrà essere inferiore al valore di perizia; tuttavia la minusvalenza realizzata non avrà rilevanza fiscale per il cedente.

Il costo rivalutato è utilizzabile unicamente ai fini della determinazione dei redditi diversi, quali le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni, ma non per la determinazione dei redditi di capitali, quali quelli derivanti a seguito di recesso, esclusione del socio o liquidazione della società.

Tale costo è tuttavia utilizzabile in caso di recesso atipico, essendo realizzato mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi (circolare dell’Agenzia delle entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di stabilità 2016, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

La perizia potrebbe teoricamente essere anche effettuata dopo la cessione della quota (è infatti ammesso nel caso si adotti il regime della dichiarazione), ma è preferibile che venga comunque redatta antecedentemente all’atto di compravendita.

I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni devono essere indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (e, dunque, nel caso in esame nel modello UNICO 2017 relativo al periodo d’imposta 2016).

In ogni caso, l’omessa indicazione nel Mod. UNICO dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione (circolare dell’Agenzia delle entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E).

Inoltre il contribuente dovrà conservare, unitamente alla perizia: i dati identificativi dell’estensore della perizia, il codice fiscale della società periziata, le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva. La perizia e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, dovranno essere esibite o trasmesse.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del  1° gennaio 2016, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

 

RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI IN SOCIETA’ NON QUOTATE

RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI IN SOCIETA’ NON QUOTATE - Valutazione Azienda in 24 ore

Prorogato al 30 giugno 2015 il termine per rivalutare quote societarie - Valutazione Azienda in 24 ore.

In calce al presente documento è possiible scaricare gratuitamente il programma di calcolo della convenienza fiscale della rivalutazione con le aliquote sostitutive introdotte dalla legge di stabilità 2015.

La legge di stabilità 2015 (Legge 23.12.2014 n° 190, in G.U. del 29.12.2014) riapre i termini per procedere alla rivalutazione delle quote di partecipazione in società non quotate detenute da persone fisiche e società semplici alla data del 1° gennaio 2015.

Rispetto l’anno precedente il legislatore ha tuttavia raddoppiato le aliquote dell’imposta sostitutiva (articolo 626 Legge di Stabilità).

La rivalutazione della quota consente di evitare l’emergere di plusvalenze da sottoporre a tassazione ai sensi dell’art. 67 del testo unico delle imposte dirette in sede di cessione della medesima partecipazione, assumendo quale valore iniziale fiscalmente riconosciuto il valore della partecipazione rivalutata.

 L’art. 1, comma 625-626, della legge di stabilità 2015 (Legge 23.12.2014 n° 190, in G.U. del 29.12.2014), dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione della partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2015.

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2015, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva del 8% (in precedenza era il 4%) sulle partecipazioni qualificate o del 4% (in precedenza fissata al 2%) su quelle non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2015.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 resta “8055”.

Il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 30 giugno 2015) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita coincida con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Il prezzo di cessione della partecipazione rivalutata potrà essere inferiore al valore di perizia; tuttavia la minusvalenza realizzata non avrà rilevanza fiscale per il cedente.

Il costo rivalutato è utilizzabile unicamente ai fini della determinazione dei redditi diversi, quali le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni, ma non per la determinazione dei redditi di capitali, quali quelli derivanti a seguito di recesso, esclusione del socio o liquidazione della società.

Tale costo è tuttavia utilizzabile in caso di recesso atipico, essendo realizzato mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi (circolare dell’Agenzia delle entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di stabilità 2015, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

La perizia potrebbe teoricamente essere anche effettuata dopo la cessione della quota (è infatti ammesso nel caso si adotti il regime della dichiarazione), ma è preferibile che venga comunque redatta antecedentemente all’atto di compravendita.

I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni devono essere indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (e, dunque, nel caso in esame nel modello UNICO 2016 relativo al periodo d’imposta 2015).

In ogni caso, l’omessa indicazione nel Mod. UNICO dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione (circolare dell’Agenzia delle entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E).

Inoltre il contribuente dovrà conservare, unitamente alla perizia: i dati identificativi dell’estensore della perizia, il codice fiscale della società periziata, le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva. La perizia e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, dovranno essere esibite o trasmesse.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del  1° gennaio 2015, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

Rivalutazione partecipazioni 2014

Rivalutazione partecipazioni 2014 - Valutazione Azienda in 24 ore

 

RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI IN SOCIETA’ NON QUOTATE

 L’art. 1, comma 156, della legge di stabilità 2014 (Legge 27.12.2013 n° 147, in G.U. del 27.12.2013), dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione della partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2014.

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata  alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2014, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva del 4% sulle partecipazioni qualificate o del 2% su quelle non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2014.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 resta “8055”.

Il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 30 giugno 2014) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita coincida con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 20% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di stabilità 2014, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa  rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

La perizia potrebbe teoricamente essere anche effettuata dopo la cessione della quota, ma è preferibile che venga comunque redatta antecedentemente all’atto di compravendita.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del  1° gennaio 2014, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

Rivalutazione partecipazioni 2013

Rivalutazione partecipazioni 2013 - Valutazione Azienda in 24 ore

Rivalutazione partecipazioni 2013

Riaperti dalla legge di stabilità 2013 i termini della rivalutazione delle partecipazioni societarie non detenute in regime di impresa