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Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2022

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2022 - Valutazione Azienda in 24 ore

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2022 da parte di persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali. Scadenza: 15 novembre 2022

Il Decreto legge n. 17 del 1° marzo 2022, avente ad oggetto “Misure urgenti per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali”, riapre i termini per procedere alla rivalutazione delle quote di partecipazione in società non quotate detenute da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia alla data del 1° gennaio 2022.

In particolare, l’art. 29 del D.L. 17/2022 (Riapertura dei termini per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni e delle partecipazioni), come modificato dalla legge di conversione dalla L. 27.04.2022, n. 34 con decorrenza dal 29.04.2022,  dispone quanto segue:

1. All'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, le parole: «1° gennaio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «15 novembre 2022»;

b) al secondo periodo, le parole: «15 novembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «15 novembre 2022»;

c) al terzo periodo, le parole: «15 novembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «15 novembre 2022».

2. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola rideterminati con le modalità e nei termini indicati dal comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge n. 282 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2003, come da ultimo modificato dal comma 1 del presente articolo, le aliquote delle imposte sostitutive di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe al 14 per cento e l'aliquota di cui all'articolo 7, comma 2, della medesima legge è aumentata al 14 per cento.

Alla luce delle predette disposizioni è possibile rideterminare i valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati possedute alla data del 1° gennaio 2022, procedendo alla redazione ed al giuramento della perizia, nonché al pagamento dell’imposta sostitutiva del 14% (in precedenza era dell’11%), o alla prima delle tre rate annuali in cui essa può essere suddivisa (con una maggiorazione del 3% sulle rate successive alla prima), entro il 15 novembre 2022.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva è aumentata rispetto alla versione della proroga del 2021 dall’11% al 14% sia nel caso di partecipazioni qualificate (si considerano tali allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società) che di partecipazioni non qualificate.

La riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni (detenute alla data del 1° gennaio 2022, non in regime d’impresa, in società non quotate) consente alle persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutarne il costo o valore di acquisto, evitando in caso di loro cessione l’emersione di plusvalenze.

Per detti soggetti la rivalutazione della quota consente loro, in particolare, di evitare l’emergere di plusvalenze da sottoporre a tassazione ai sensi dell’art. 67 del testo unico delle imposte dirette in sede di cessione della medesima partecipazione, assumendo quale valore iniziale fiscalmente riconosciuto, da contrapporre al prezzo di vendita ai fini della determinazione della plusvalenza conseguita, il valore della partecipazione rivalutata (la plusvalenza viene in sostanza azzerata in quanto il prezzo di vendita risulta essere per convenzione esattamente pari al costo di acquisizione fiscalmente riconosciuto).

I requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni sono pertanto:

  • di carattere soggettivo, vale a dire che i titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali;
  • di carattere oggettivo, nel senso che le partecipazioni devono essere detenute alla data del 1° gennaio 2022, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

Con la circolare n. 47/E/2011 l’Agenzia delle entrate ha precisato che la perizia di valutazione delle partecipazioni può essere giurata anche successivamente alla cessione delle stesse (purché entro il termine di riferimento: in questo caso, quindi, entro il 15 giugno 2022).

Il pagamento dell’imposta sostitutiva determinata con l’applicazione della predetta aliquota del 14% sul valore della partecipazione detenuta alla data del 1° gennaio 2022 dovrà essere pagata in unica soluzione entro il 15 novembre 2022, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 è sempre l’8055.

Come accennato, il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 15 novembre 2022) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita viene fatto coincidere con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Il prezzo di cessione della partecipazione rivalutata potrà essere inferiore al valore di perizia; tuttavia la minusvalenza realizzata non avrà rilevanza fiscale per il cedente.

Il costo rivalutato è utilizzabile unicamente ai fini della determinazione dei redditi diversi, quali le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni, ma non per la determinazione dei redditi di capitali, quali quelli derivanti a seguito di recesso, esclusione del socio o liquidazione della società.

Tale costo è tuttavia utilizzabile in caso di recesso atipico, essendo realizzato mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi (circolare dell’Agenzia delle Entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).

Occorre anche ricordare, per una corretta analisi della convenienza di aderire alla procedura di rivalutazione de quo, che alle plusvalenze altrimenti (in assenza cioè di rivalutazione) generate sulle partecipazioni detenute non in regime di impresa si applica già dal 2019 un unico regime di tassazione sia relativamente a quelle qualificate che a quelle non qualificate: ritenuta del 26% a titolo di imposta (definitiva); in precedenza sulle partecipazioni qualificate detenute non in regime di impresa la base imponibile della plusvalenza era rappresentata dal 58,14% di quella generata e su di essa si applicava l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale, mentre per quelle non qualificate veniva già applicata l’aliquota del 26% a tiolo definitivo sull’intera plusvalenza realizzata.

Non viene richiamato dal decreto legge 17/2022, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata (cfr. anche Circolare 47/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate).

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73 da effettuarsi entro 48 mesi dalla data di versamento riferita all’ultima rivalutazione operata.

I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni devono essere indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (e, dunque, nel caso in esame nel modello UNICO 2023 relativo al periodo d’imposta 2022).

In ogni caso, l’omessa indicazione nel Modello Unico dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione (circolare dell’Agenzia delle entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E).

Inoltre, il contribuente dovrà conservare, unitamente alla perizia: i dati identificativi dell’estensore della perizia, il codice fiscale della società periziata, le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva. La perizia e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, dovranno essere esibite o trasmesse.