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Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2018

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2018 - Valutazione Azienda in 24 ore

Rivalutazione partecipazioni detenute in società non quotate all'1/1/2018 da parte di persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

Rivalutazione partecipazioni in società non quotate (Anno 2018)

L'art. 1, commi 997 e 998, della Legge di bilancio 2018 (L. 205/2017), riapre i termini per la rideterminazione del valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, detenute, non in regime di impresa, alla data del 1° gennaio 2018. Il termine per la redazione della perizia giurata di stima viene fissata al 30 giugno 2018 e viene confermata l'aliquota dell'imposta sostitutiva (8%) da applicare al valore di stima aggiornato.

La legge di bilancio 2018 riapre nuovamente i termini per procedere alla rivalutazione delle quote di partecipazione in società non quotate detenute da persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia alla data del 1° gennaio 2018.

La riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate, detenute non in regime d’impresa alla data del 1° gennaio 2018, evitando in caso di loro cessione l’emersione di plusvalenze.

Per detti soggetti la rivalutazione della quota consente loro di evitare l’emergere di plusvalenze da sottoporre a tassazione ai sensi dell’art. 67 del testo unico delle imposte dirette in sede di cessione della medesima partecipazione, assumendo quale valore iniziale fiscalmente riconosciuto, da contrapporre al prezzo di vendita ai fini della determinazione della plusvalenza conseguita, il valore della partecipazione rivalutata (la plusvalenza viene in sostanza azzerata in quanto il prezzo di vendita risulta essere per convenzione esattamente pari al costo di acquisizione fiscalmente riconosciuto).

La legge di bilancio 2018 dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione delle partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2018.

Con la circolare n. 47/E/2011 l’Agenzia delle entrate ha precisato che la perizia di valutazione delle partecipazioni può essere giurata anche successivamente alla cessione delle stesse (purché entro il termine di riferimento: in questo caso, quindi, entro il 30 giugno 2017), mentre la redazione e il giuramento della perizia sui terreni devono essere antecedenti alla cessione del bene, in quanto ai fini della determinazione della plusvalenza il valore periziato deve essere indicato nell’atto di cessione del terreno; detto valore costituisce, infatti, ai sensi dell’art. 7 della Legge n. 448/2001, il valore normale minimo di riferimento dei terreni sia ai fini delle imposte sui redditi sia delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

Tuttavia, a seguito del contenzioso generatosi sul tema, con la risoluzione n. 53/E del 27 maggio 2015, l’Agenzia delle entrate, prendendo atto del diverso e consolidato orientamento della Corte di cassazione, ha ritenuto che l’asseverazione della perizia in data successiva all’atto notarile di cessione del terreno non comporta la decadenza dell’agevolazione (fermo restando che la perizia, ancorché non asseverata e giurata, deve essere redatta in data anteriore al rogito, stante l’obbligo di indicare nel medesimo rogito il relativo valore periziato).

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2018, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva dell’8% sia sulle partecipazioni qualificate che su quelle non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2018.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 è sempre l’8055.

Come accennato, il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 30 giugno 2018) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita viene fatto coincidere con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Il prezzo di cessione della partecipazione rivalutata potrà essere inferiore al valore di perizia; tuttavia la minusvalenza realizzata non avrà rilevanza fiscale per il cedente.

Il costo rivalutato è utilizzabile unicamente ai fini della determinazione dei redditi diversi, quali le plusvalenze derivanti dalla cessione delle partecipazioni, ma non per la determinazione dei redditi di capitali, quali quelli derivanti a seguito di recesso, esclusione del socio o liquidazione della società.

Tale costo è tuttavia utilizzabile in caso di recesso atipico, essendo realizzato mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni, oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi (circolare dell’Agenzia delle entrate 22 aprile 2005, n. 16/E).

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 58,14% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di bilancio 2018, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

I dati relativi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni devono essere indicati nel quadro RT del modello UNICO relativo al periodo d’imposta di riferimento della rivalutazione (e, dunque, nel caso in esame nel modello UNICO 2019 relativo al periodo d’imposta 2018).

In ogni caso, l’omessa indicazione nel Mod. Unico dei dati relativi alla rivalutazione operata costituisce una violazione formale, alla quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, del D. Lgs. n. 471/1997, restando impregiudicati gli effetti della rideterminazione (circolare dell’Agenzia delle entrate 15 febbraio 2013, n. 1/E).

Inoltre il contribuente dovrà conservare, unitamente alla perizia: i dati identificativi dell’estensore della perizia, il codice fiscale della società periziata, le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva. La perizia e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva, a richiesta dell’Amministrazione finanziaria, dovranno essere esibite o trasmesse.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

  • soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali
  • oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del  1° gennaio 2018, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.

 

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