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Rivalutazione partecipazioni 2013

Rivalutazione partecipazioni 2013 - Valutazione Azienda in 24 ore

Rivalutazione partecipazioni 2013

Riaperti dalla legge di stabilità 2013 i termini della rivalutazione delle partecipazioni societarie non detenute in regime di impresa

 

RIVALUTAZIONE PARTECIPAZIONI IN SOCIETA’ NON QUOTATE

 

L’art. 1, comma 473, della legge di stabilità 2013 (Legge 24.12.2012 n° 228, in G.U. del 29.12.2012), dispone – modificando l’art. 2 del D.L. 282/2002 - la riapertura dei termini per la rivalutazione della partecipazioni in società non quotate nei mercati regolamentati, detenute da persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.

Il termine per l'asseverazione della perizia e per il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata) viene ora fissato al 30 giugno 2013 (termine prorogato di diritto, cadendo di domenica, al 1° luglio 2013).

Restano del tutto invariate invece le norme disciplinanti la procedura di rivalutazione (art. 5 e 7 della legge n. 448 del 28/12/2001), finalizzata  alla riduzione della plusvalenza tassabile in occasione della sua vendita, ai sensi dell'articolo 67 del Testo Unico delle imposte dirette.

Così, per poter beneficiare dell’agevolazione si paga (in unica soluzione entro il 30 giugno 2013, o in 3 rate annuali di pari importo a partire dalla predetta data, con maggiorazione degli interessi del 3% sulla seconda e la terza rata) un’imposta sostituiva del 4% sulle partecipazioni qualificate o del 2% su quelle non qualificate detenute alla data del 1° gennaio 2013.

Le partecipazioni sono considerate qualificate allorché rappresentino oltre il 20% dei diritti spettanti in assemblea o più del 25% del capitale sociale della società.

Il codice tributo per il versamento con modello F24 resta “8055”.

Il valore determinato con apposita perizia giurata di stima redatta ai sensi dell’art. 64 del c.p.c. da un professionista abilitato (entro il 1° luglio 2013) sostituisce il costo di acquisto al lordo degli oneri incrementativi nella determinazione della plusvalenza ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettere c e c-bis, del TUIR, emergente nella vendita delle predette quote societarie.

Dal prezzo di vendita della quota si sottrae il valore periziato, annullando (ove il prezzo di vendita coincida con il valore stimato) o comunque riducendo la plusvalenza latente formatasi nel tempo.

Alla tipologia di quota oggetto di agevolazione si applicano oggi due distinti regimi di tassazione, a seconda che la quota di partecipazione possa essere considerata qualificata o non qualificata.

Nel primo caso la base imponibile della plusvalenza è rappresentata dal 49,72% di quella generata e su di essa si applica l’Irpef, per scaglioni progressivi di reddito, l’addizionale regionale e l’addizionale comunale.

Nel secondo caso si applica l’imposta sostitutiva del 20% sulla plusvalenza lorda.

Non viene richiamato dalla legge di stabilità 2013, né modificato, l'articolo 7, comma 2, del D.L. 70/2011, che introdusse la possibilità, in caso di nuova stima di quote aventi già formato oggetto di precedente rivalutazione, di portare in detrazione da quanto oggi dovuto per imposta sostitutiva sui nuovi valori stimati quella già versata.

Tale facoltà permane quindi anche in questa occasione e costituisce la via maestra per un più veloce recupero di quanto già versato per imposta sostitutiva rispetto all’alternativa  rappresentata dalla richiesta di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.p.r. n. 602/73.

La perizia potrebbe teoricamente essere anche effettuata dopo la cessione della quota, ma è preferibile che venga comunque redatta antecedentemente all’atto di compravendita.

Requisiti di ammissione alla procedura di rivalutazione delle partecipazioni:

soggettivi: titolari delle quote devono essere persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali

oggettivi: le partecipazioni devono essere detenute alla data del 1° gennaio 2013, non devono rappresentare beni di impresa e non devono essere relative a società quotate in borsa.