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Metodo del Discounted Cash Flow

Metodo del Discounted Cash Flow - Valutazione Azienda in 24 ore
Il metodo del DCF è quello più accreditato dalle moderne teorie aziendali ed è particolarmente indicato nella valutazione di singole aree di business dell’impresa, capaci di generare autonomi flussi di cassa.
Il metodo finanziario del Discounted Cash Flow (DCF) è quello più accreditato dalle moderne teorie aziendali ed è particolarmente indicato nella valutazione di singole aree di business dell’impresa, capaci di generare autonomi flussi di cassa.
Esso mette in relazione il valore aziendale alla capacità di produrre un livello di flussi finanziari adeguato a soddisfare le aspettative di remunerazione di un investitore.
Il metodo del DCF è consigliato dai principi contabili internazionali (IAS 36) per la stima del valore d’uso (valore recuperabile attraverso i futuri flussi di entrate promananti dalla gestione, dall’uso, appunto) delle Cash Generating Units (CGU), ossia del più piccolo insieme di attività di un’impresa in grado di generare autonomamente flussi di cassa, nell’ambito della procedura di impairment test (test di deterioramento o di riduzione di attività) del valore di singole attività iscritte in bilancio (immobilizzazioni materiali e immateriali, compreso l’avviamento derivante da acquisizioni, nonché per partecipazioni in società controllate, collegate e joint ventures).
Secondo la prassi prevalente, il valore del capitale proprio di un’azienda è dato dalla somma algebrica delle seguenti componenti:
• il valore attuale dei flussi di cassa operativi netti che sarà in grado di generare in futuro (nel periodo di previsione esplicita ed in quello del periodo successivo, definito valore finale) scontati ad un tasso di attualizzazione pari al costo medio ponderato del capitale (Weighted Average Cost of Capital o WACC);
• la posizione finanziaria netta (data dalla differenza tra debiti finanziari, disponibilità finanziarie e titoli a reddito fisso prontamente liquidabili);
• il valore di mercato di eventuali attività non inerenti alla gestione caratteristica o comunque non considerate ai fini delle proiezioni dei flussi di cassa operativi (surplus assets), non presenti, tuttavia, nella presente fattispecie e non inseriti nella formula.
La formula che esprime il valore dell’azienda è la seguente:
 
n
 
 
 
 
 
 
 
E =
FDCF
t
+
Terminal Value
-
D
 
t=1
(1+WACC)
t
(1+WACC)
n
 
 

 
dove:
E = Valore di mercato del patrimonio netto o Equity
FDCF t= flussi di cassa operativi netti attesi nel periodo di previsione esplicita;
WACC= tasso di attualizzazione, espresso come costo medio ponderato del capitale;
n= numero di anni di previsione esplicita;
Terminal Value= valore finale attualizzato dell’azienda, corrispondente al valore attuale dei flussi operativi relativi agli anni da n+1 in poi (relativi cioè al periodo successivo a quello di esplicita previsione).
D = posizione finanziaria netta
 Note esplicative dei principali argomenti contemplati dalla formula del Discounted Cash Flow.
 
·         FLUSSI DI CASSA OPERATIVI NETTI (FDCF, OVVERO FREE DEBT CASH FLOW)
I flussi di cassa attesi hanno natura operativa e sono pertanto legati all’attività caratteristica della società. Partendo dal risultato operativo essi sono determinati come segue:
Risultato operativo (EBIT)
- imposte sul risultato operativo
= risultato operativo al netto delle imposte specifiche
+ ammortamenti
+ accantonamenti e altre voci non monetarie
+/- variazioni negative/positive del capitale circolante
- investimenti in capitale fisso (al netto di eventuali disinvestimenti)
= Flusso di cassa operativo netto (FDCF)
 
·         VALORE FINALE
Il terminal value, o valore finale, si ottiene attualizzando il flusso di cassa operativo, incrementato o diminuito del tasso di crescita perpetuo “g”, al tasso del WACC dell’anno dell’ultimo consuntivo rilevato alla data di esecuzione della valutazione ridotto del tasso di crescita “g”.

 
Terminal Value =
FDCF
n
x
(1+g)
 
WACC -g
 
 
·         IL COSTO MEDIO PONDERATO DEL CAPITALE (WACC)
Il costo medio ponderato del capitale, che riflette il rischio specifico dell’azienda, sia operativo sia finanziario, viene utilizzato per attualizzare i flussi di cassa previsti per il futuro.
Viene calcolato in base alla seguente formula:
WACC = COE x E/(D+E) + COD x D/(D+E)
 
dove:
COD = i x (1-T) = costo del debito al netto dell’effetto fiscale;
COE= costo del capitale proprio;
D= debiti finanziari;
E= valore del patrimonio netto o Equity.
 
Il costo del capitale proprio (COE) è calcolato secondo la seguente formula:
COE = Rf + (Rm – Rf) x Beta
dove:
Rf  = tasso di rendimento risk free, pari al rendimento delle attività prive di rischio e stimato sulla base del rendimento concesso da obbligazioni a medio-lungo termine emesse dallo Stato;
Beta = il coefficiente di rischio sistematico (differenziale di rendimento della specifica impresa, o se non quotata, di una o più società comparabili, o di un settore, rispetto a quello del mercato) assunto come media dei beta di mercato di un campione di società comparabili;
Rm = rendimento che gli investitori richiedono per un investimento rischioso;
(Rm-Rf) = tasso di rischio incrementale per l’investimento caratterizzato dall’assunzione del rischio di impresa.
 
·         I DEBITI
Al fine di transitare dall’Enterprise Value (valore al lordo dei debiti finanziari netti) all’Equity Value (valore netto del patrimonio) occorre sottrarre dai flussi di cassa operativi attualizzati totali i debiti finanziari netti (o posizione finanziaria netta), intesi come somma algebrica dei debiti finanziari, delle disponibilità liquide (cassa e banche) e dei titoli a reddito fisso, di pronta liquidità.