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Cessione ramo di azienda

Cessione di ramo d'azienda
Parere Comitato consultivo 22-05-2000, n. 15 
[Cessione di ramo d'azienda]  
1) Le Società X S.p.A., ......, e Y S.p.A., ugualmente con sede in ...... nel presentare richiesta di interpello ai sensi dell'art. 21 della legge n. 413/1991 hanno rappresentato di essere ambedue parte del gruppo societario multinazionale danese X la cui capogruppo ...... X Denmark detiene, anche attraverso la X Holding Denmark, l'intera partecipazione nella ...... X S.p.A. Italy che, a sua volta, detiene il 95% della partecipazione nella Y S.p.A. Italy, essendo il 5% rimanente direttamente posseduto dalla Società capogruppo.
Le due Società istanti operano, come l'intero gruppo, nel settore dei prodotti cartacei e dei prodotti per il trattamento dell'incontinenza.
In particolare la X italiana commercializza prodotti assorbenti monouso per l'incontinenza medio/grave; prodotti assorbenti monouso per l'infanzia; prodotti di carta e tessuto non tessuto per la pulizia e l'igiene personale nelle comunità e nelle industrie; si occupa, infine, della gestione amministrativa delle Società controllate.
La Y commercializza prodotti assorbenti monouso per l'incontinenza leggera ed in particolare femminile; commercializza anche prodotti assorbenti igienici femminili.
E' stato rappresentato che, in particolare, la X commercializza i propri prodotti per l'incontinenza direttamente al Servizio Sanitario Nazionale, agli ospedali, alle cliniche private ed alle farmacie, anche attraverso un distributore indipendente.
Di contro la commercializzazione dei prodotti di carta e tessuto non tessuto per la pulizia e l'igiene personale nelle comunità e nelle industrie è gestito da un settore aziendale completamente distinto tramite distributori specializzati oppure direttamente ai grandi utilizzatori.
Le istanti hanno fatto notare che allorchè nell'anno 1996 è stata introdotta in Italia la linea di prodotti destinati all'incontinenza leggera ...... è stato deciso di affidare la distribuzione di tali prodotti alla Y. Tale decisione fu presa andando in contraria direzione di quanto avveniva negli altri Paesi (Francia, Olanda, Germania) dove l'intera gamma e linea di prodotti per l'incontinenza in generale è commercializzata da un unico soggetto giuridico.
Il gruppo X a seguito dell'andamento del mercato europeo ed in relazione all'esperienza maturata a livello internazionale, anche considerando l'esperienza italiana, avrebbe modificato la propria visione strategica al fine di poter realizzare positive e decisive sinergie, nel senso di fare necessariamente commercializzare tutti i prodotti destinati alla cura dell'incontinenza da un medesimo soggetto giuridico. Tale obiettivo consentirebbe di affrontare l'aumentata competitività nel mercato italiano dove le imprese concorrenti operano con una unica struttura senza alcuna distinzione tra i vari tipi di prodotti destinati in genere alla cura dell'incontinenza.
Le istanti hanno sottolineato che l'utilizzo di una struttura comune consentirebbe di migliorare l'immagine dei prodotti, di ottimizzare le attività della divisione ricerca e sviluppo, di preparare una comune policy pubblicitaria e di ottimizzare l'utilizzo dei distributori finali, nonchè conseguire notevoli sinergie ed evitare duplicazione di costi.
Da ultimo le istanti hanno richiamato l'attenzione sul fatto che una struttura comune agevolerebbe lo sviluppo futuro dell'azienda qualora si optasse per l'acquisizione di altri operatori del settore.
Le istanti hanno anche elencato quali sarebbero i vantaggi che verrebbero conseguiti nel settore del marketing, della logistica, della amministrazione.
2) Le Società istanti avevano inviato ......, tramite la Direzione Regionale delle Entrate ......, richiesta di interpello alla Direzione Generale delle Entrate del Ministero delle Finanze.
Non avendo ricevuto risposta nei 60 giorni successivi, in data ........ le istanti hanno presentato formale istanza di interpello al Comitato Consultivo e non avendo ricevuto ugualmente risposta nei 60 giorni successivi, ......, hanno prodotto formale diffida ad adempiere.
La Direzione Regionale delle Entrate ...... in data ........ aveva comunicato che l'Ufficio competente non aveva fornito alcun elemento in relazione ad eventuali attività di accertamento ed aveva concluso non sussistere i presupposti per l'applicatone delle disposizioni di carattere antielusivo di cui all'art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973.
3) Il gruppo X intende costituire una nuova società di capitali nella quale la X conferirebbe, a titolo di aumento di capitale, il proprio ramo di azienda relativo alla linea di prodotti per la media e grande incontinenza e la Y conferirebbe il proprio ramo di azienda relativo alla linea di prodotti per l'incontinenza leggera.
Una volta perfezionata l'operazione la X continuerebbe ad operare nei settori diversi da quello conferito e lo stesso farebbe la Y.
Il conferimento dei due rami di azienda verrebbe effettuato ai sensi degli artt. 2341 e 2345 c.c., tramite la richiesta al Presidente del Tribunale per la nomina dei periti ai fini della valutazione dei due rami di azienda.
L'aumento del capitale sociale della nuova Società dovrà risultare, quindi, pari alla somma dei valori dei due rami di azienda conferiti.
Le plusvalenze che si evidenzierebbero in capo alle Società conferenti verrebbero assoggettate ad imposizione secondo le previsioni del T.U.I.R., ivi compresa la compensazione del reddito d'impresa, comprensiva delle plusvalenze, che dovrebbe essere determinato in relazione al periodo d'imposta, con le perdite accumulate negli esercizi precedenti e fiscalmente deducibili.
La Società conferitaria evidenzierebbe un valore di avviamento che considererebbe deducibile ai fini dell'imposta sul reddito, ai sensi dell'art. 68, c. 3, del D.P.R. n. 917/1986.
Le due Società istanti hanno sottolineato che la proposta operazione contiene incontrovertibilmente chiare motivazioni economiche ed organizzative, sia pure in presenza di un potenziale e non quantificabile, al momento, risparmio d'imposta che non costituirebbe elemento esclusivo dell'operazione.
Al tempo stesso le Società istanti hanno evidenziato che l'operazione proposta non comporta l'aggiramento di obblighi e divieti previsti dalla vigente legislazione.
4) Osserva il Comitato che in effetti non è possibile quantificare allo stato l'eventuale plusvalenza nonchè l'eventuale risparmio d'imposta a seguito della considerazione delle perdite pregresse in quanto, da un lato, non è dato conoscere quali saranno i valori attribuiti ai due rami di azienda in sede di conferimento e, dall'altro, non è stato comunicato quali sono i valori di libro per i quali i rami aziendali sono contabilizzati.
Per quanto riguarda la Società conferitaria non è dato conoscere allo stato se si concreterà nei successivi dieci periodi d'imposta la possibilità di dedurre il valore di avviamento ai sensi dell'art. 68, c. 3, del T.U.I.R. n. 917/1986 in quanto, da un lato, non è dato conoscere allo stato il valore dell'avviamento e, dall'altro, non è dato di conoscere l'ammontare del reddito imponibile dei futuri esercizi su cui operare la deduzione delle quote dell'avviamento.
Per quel che riguarda questo secondo aspetto, conseguente l'operazione prospettata, è da sottolineare che lo stesso è allo stato ipotetico in quanto presuppone nei futuri periodi d'imposta sufficiente reddito imponibile da poter sopportare la deduzione delle quote di avviamento.
5) L'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, ai sensi del quale l'interpello è stato proposto, prevede l'inopponibilità all'Amministrazione Finanziaria degli atti, fatti e negozi, anche collegati tra loro, privi di valide ragioni economiche, che siano diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario e ad ottenere riduzioni d'imposta o rimborsi altrimenti indebiti.
Per quanto riguarda il caso qui in esame ritiene il Comitato che per le ricordate considerazioni sussistano valide ragioni economiche.
E' anche da considerare che, dal momento che l'operazione di conferimento dei due rami d'azienda verrebbe effettuata secondo le previsioni del c.c. e l'imposizione di plusvalenze e valori di accertamento verrebbe sottoposta alle ordinarie previsioni del vigente ordinamento, si può concludere che non ci sia intento di aggirare obblighi o divieti ovvero di ottenere (esclusivamente o prevalentemente) riduzioni d'imposta o rimborsi altrimenti indebiti.
Il Comitato ha egualmente ritenuto non rilevare il fatto della impossibilità di conoscere, alla stato, l'ammontare delle plusvalenze e l'impatto che le stesse potrebbero avere, tenuto conto della compensazione con le perdite pregresse, sulla determinazione della base imponibile della Società conferente, dopo l'operazione; così come ha ritenuto non rilevare la pura eventualità della possibilità per la Società conferitaria della deducibilità nei prossimi dieci periodi d'imposta delle quote dell'avviamento.
Dal momento che le operazioni evidenziano valide ragioni economiche e sono prospettate da realizzarsi in tutti i loro aspetti, anche tributari, secondo le norme dell'ordinamento, l'impossibilità di conoscere l'ammontare degli eventuali vantaggi fiscali perde ogni rilevanza.
Per tutto quanto sopra esposto, il Comitato formula, sui presupposti espressi nella motivazione, il seguente
 
 PARERE
L'operazione prospettata non presenta aspetti di elusività per cui non rientra fra quelle previste dal c. 1 dell'art. 37-bis D.P.R. n. 600/1973.