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Art. 186-bis l.f. - Concordato con continuità aziendale

Articolo 186-bis della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito 

Art. 186-bis  (Concordato con continuità aziendale) [*]

In vigore dal 22 febbraio 2014

Quando il piano di concordato di cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e) prevede la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore, la cessione dell'azienda in esercizio ovvero il conferimento dell'azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione, si applicano le disposizioni del presente articolo. Il piano può prevedere anche la liquidazione di beni non funzionali all'esercizio dell'impresa.

Nei casi previsti dal presente articolo:

a)  il piano di cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e), deve contenere anche un'analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività d'impresa prevista dal piano di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura;

b)  la relazione del professionista di cui all'articolo 161, terzo comma, deve attestare che la prosecuzione dell'attività d'impresa prevista dal piano di concordato è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori;

c)  il piano può prevedere, fermo quanto disposto dall'articolo 160, secondo comma, una moratoria fino a un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione. In tal caso, i creditori muniti di cause di prelazione di cui al periodo precedente non hanno diritto al voto.

Fermo quanto previsto nell'articolo 169-bis, i contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell'apertura della procedura. Sono inefficaci eventuali patti contrari. L'ammissione al concordato preventivo non impedisce la continuazione di contratti pubblici se il professionista designato dal debitore di cui all'articolo 67 ha attestato la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento. Di tale continuazione può beneficiare, in presenza dei requisiti di legge, anche la società cessionaria o conferitaria d'azienda o di rami d'azienda cui i contratti siano trasferiti. Il giudice delegato, all'atto della cessione o del conferimento, dispone la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni.

Successivamente al deposito del ricorso, la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal tribunale, acquisito il parere del commissario giudiziale, se nominato; in mancanza di tale nomina, provvede il tribunale. [**]

L'ammissione al concordato preventivo non impedisce la partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici, quando l'impresa presenta in gara:

a)  una relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), che attesta la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento del contratto;

b)  la dichiarazione di altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacità finanziaria, tecnica, economica nonché di certificazione, richiesti per l'affidamento dell'appalto, il quale si è impegnato nei confronti del concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all'esecuzione dell'appalto e a subentrare all'impresa ausiliata nel caso in cui questa fallisca nel corso della gara ovvero dopo la stipulazione del contratto, ovvero non sia per qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzione all'appalto. Si applica l'articolo 49 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Fermo quanto previsto dal comma precedente, l'impresa in concordato può concorrere anche riunita in raggruppamento temporaneo di imprese, purché non rivesta la qualità di mandataria e sempre che le altre imprese aderenti al raggruppamento non siano assoggettate ad una procedura concorsuale. In tal caso la dichiarazione di cui al quarto comma, lettera b), può provenire anche da un operatore facente parte del raggruppamento.

Se nel corso di una procedura iniziata ai sensi del presente articolo l'esercizio dell'attività d'impresa cessa o risulta manifestamente dannoso per i creditori, il tribunale provvede ai sensi dell'articolo 173. Resta salva la facoltà del debitore di modificare la proposta di concordato.

Note:

[*] Articolo aggiunto dall'art. 33, comma 1, lett. h), D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 7 agosto 2012, n. 134; per l'applicazione di tale disposizione, vedi l'art. 33, comma 3 del medesimo D.L. 83/2012.

[**] Comma inserito dall’ art. 13, comma 11-bis, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2014, n. 9..

 

MASSIME DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E DI MERITO

 

Trib. Cuneo Sez. fall., 31-10-2013 - Damilano Automobili S.r.l.

In tema di concordato preventivo con continuità aziendale, configurabile anche nell'ipotesi di affitto d'azienda autorizzato dal tribunale in pendenza di domanda con riserva, può essere autorizzato il pagamento di crediti anteriori per prestazioni di servizi nella verificata sussistenza dei requisiti di essenzialità della prestazione per la prosecuzione dell'attività d'impresa e di funzionalità al miglior soddisfacimento dei creditori, ai sensi dell'art. 182 quinquies, quarto comma, l.fall. attestati da professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, terzo comma, lett. d), l.fall.

App. Firenze 31 agosto 2015 - Pres. Mascagni - Est. Di Falco - M. Real Estate S.r.l. (avv.ti Petraglia, Viola) c. Fall. M. Real Estate S.r.l. (avv. Lunghini)

La proposta di concordato preventivo che preveda la continuazione dell’attività d’impresa, assimilabile ad un esercizio provvisorio e con assunzione del relativo rischio, in funzione della successiva liquidazione integrale dell’attivo, è riconducibile alla previsione dell’art. 186 bis l.fall. quale concordato con continuità aziendale e, di conseguenza, deve essere corredata della relazione attestante che la prosecuzione dell’attività prevista dal piano è funzionale al migliore soddisfacimento dei creditori.

Trib. Siracusa 23 dicembre 2015, decr. - Pres. Alì - Est. Innaria - Bosello S.r.l. (avv. De Benedictis) c. Massa dei creditori

 In tema di concordato preventivo con continuità aziendale, la previsione della dismissione di alcuni beni immobili considerati non più strategici per l’esercizio dell’attività ed il fatto che dalla loro liquidazione si preveda di ricavare un apporto prevalente rispetto a quello riveniente dalla prosecuzione in continuità dell’attività d’impresa non muta la natura del concordato, correttamente qualificato ai sensi dell’art. 186 bis l.fall.

Trib. Ravenna 29 ottobre 2015 (data della decisione), decr. - Pres. Gilotta - Est. Farolfi - A. soc. coop. p.a.

 

È astrattamente ammissibile la domanda di concordato preventivo il cui piano preveda una ipotesi di scissione societaria parziale da attuarsi successivamente alla omologazione, tale per cui la scissa proseguirà l’attività caratteristica, mentre la beneficiaria avrà l’esclusivo scopo di liquidare una parte dei beni destinati al soddisfacimento dei creditori concorsuali; in tal caso, però, il tribunale dovrà verificare se, in concreto, il piano e l’attestazione dimostrino quella funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori, così come previsto dall’art. 186 bis l.fall.

Trib. Cassino 31 luglio 2014, ord. - Pres ed Est. Petteruti - De Marco S.r.l.

L’affitto di azienda è compatibile con sia con un concordato preventivo liquidatorio che con un concordato preventivo con continuità aziendale.

App. Venezia 27 marzo 2014 (data della decisione) - Pres. Rossi - Est. Di Francesco - Bassanina S.r.l. (avv. Rossetto, Perinello) c. Fall. Bassanina S.r.l. (avv. Manente)

La portata del sindacato del tribunale in sede di ammissione dell’imprenditore alla procedura di concordato in continuità aziendale è necessariamente più ampia rispetto alla ipotesi di valutazione della ammissibilità della proposta di concordato “senza continuità aziendale”, in quanto il giudice svolge in tal caso una più intensa funzione di presidio delle ragioni dei creditori valutando l’idoneità del piano a consentire un turnaround tale da compensare, mediante la creazione di valore conseguente alla prosecuzione dell’attività, gli effetti negativi per la massa dei creditori derivanti dagli atti e dai pagamenti autorizzati dal tribunale ai fini della prosecuzione dell’attività d’impresa.

Trib. Alessandria 18 gennaio 2016, decr. - Pres. ed Est. Santinello - B. G. & Fratello S.p.a.

La disciplina sulla continuità d’azienda prevista dall’art. 186 bis l.fall. trova applicazione non solo in caso di esercizio diretto da parte del debitore, ma anche in caso di affitto dell’azienda a terzi.

Trib. Monza 26 luglio 2016, decr. (data della decisione) - Pres. ed Est. Nardecchia - Gruppo Industriale Busnelli S.p.a.

1. Al fine di stabilire se ad un concordato preventivo a natura “mista”, ossia che preveda sia la continuità aziendale che la liquidazione di beni non funzionali all’esercizio dell’impresa, sia applicabile la disciplina della continuità di cui all’art. 186 bis l.fall. o quella del concordato liquidatorio, occorre fare riferimento al criterio della c.d. “prevalenza”, valutando se il ricavato dei beni non funzionali rappresenti o meno la quota principale dell’attivo concordatario destinato alla soddisfazione dei creditori, rispetto a quello derivante dall’affitto e poi dalla vendita dell’azienda.