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Art. 163-bis l.f. - Offerte concorrenti

Art. 163-bis l.f. - Offerte concorrenti - Valutazione Azienda in 24 ore

Articolo 163-bis della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito

Art. 163-bis (Offerte concorrenti) [*]

In vigore dal 21 agosto 2015

Quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto già individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell’omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell’azienda o di uno o più rami d’azienda o di specifici beni, il tribunale dispone la ricerca di interessati all’acquisto disponendo l’apertura di un procedimento competitivo a norma delle disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il debitore ha stipulato un contratto che comunque abbia la finalità del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo d’azienda o di specifici beni.

Il decreto che dispone l'apertura del procedimento competitivo stabilisce le modalità di presentazione di offerte irrevocabili, prevedendo che ne sia assicurata in ogni caso la comparabilità, i requisiti di partecipazione degli offerenti, le forme e i tempi di accesso alle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro utilizzo e le modalità con cui il commissario deve fornirle a coloro che ne fanno richiesta, la data dell'udienza per l'esame delle offerte, le modalità di svolgimento della procedura competitiva, le garanzie che devono essere prestate dagli offerenti e le forme di pubblicità del decreto. Con il medesimo decreto è in ogni caso disposta la pubblicità sul portale delle vendite pubbliche di cui all’articolo 490 del codice di procedura civile ed è stabilito l’aumento minimo del corrispettivo di cui al primo comma del presente articolo che le offerte devono prevedere. L'offerta di cui al primo comma diviene irrevocabile dal momento in cui viene modificata l'offerta in conformità a quanto previsto dal decreto di cui al presente comma e viene prestata la garanzia stabilita con il medesimo decreto. Le offerte, da presentarsi in forma segreta, non sono efficaci se non conformi a quanto previsto dal decreto e, in ogni caso, quando sottoposte a condizione.

Le offerte sono rese pubbliche all'udienza fissata per l'esame delle stesse, alla presenza degli offerenti e di qualunque interessato. Se sono state presentate più offerte migliorative, il giudice dispone la gara tra gli offerenti. La gara può avere luogo alla stessa udienza o ad un'udienza immediatamente successiva e deve concludersi prima dell'adunanza dei creditori, anche quando il piano prevede che la vendita o l'aggiudicazione abbia luogo dopo l'omologazione. In ogni caso, con la vendita o con l'aggiudicazione, se precedente, a soggetto diverso da colui che ha presentato l'offerta di cui al primo comma, quest'ultimo è liberato dalle obbligazioni eventualmente assunte nei confronti del debitore e in suo favore il commissario dispone il rimborso delle spese e dei costi sostenuti per la formulazione dell'offerta entro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essa indicato.

Il debitore deve modificare la proposta e il piano di concordato in conformità all'esito della gara.

La disciplina del presente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, nonché all'affitto di azienda o di uno o più rami di azienda.

 

Note:

[*] Articolo inserito dall’ art. 2, comma 1, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132; per l’applicazione di tale disposizione vedi l’art. 23, comma 1 del medesimo D.L. n. 83/2015.

 

 MASSIME DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E DI MERITO (ART. 163-BIS L.F.)

Ordinate per data (dalla più recente)

 

CESSIONE DI RAMO DI AZIENDA NEL CONCORDATO CON RISERVA E DISCIPLINA DELLE OFFERTE CONCORRENTI Tribunale di Milano 31 maggio 2018 - Pres. Rel. Lupo - Smaltimenti Controllati SMC S.r.l. in concordato preventivo Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Domanda con riserva - Atti di straordinaria amministrazione - Autorizzazione - Cessione di ramo di azienda - Procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall. - Necessità - Incompatibilità tra i tempi di svolgimento della procedura competitiva e la validità temporale dell’offerta di acquisto - Conseguenze (Legge fallimentare, artt. 161, comma 7, 163 bis)

L’autorizzazione del tribunale al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.fall., consistente nella cessione di un ramo d’azienda oggetto di proposta irrevocabile di acquisto formulata in pendenza di concordato preventivo c.d. con riserva, presuppone sempre la possibilità di poter disporre una procedura competitiva ai sensi dell’art. 163 bis l.fall. e non può, pertanto, essere concessa allorquando i tempi occorrenti allo svolgimento della competizione risultino incompatibili con i termini di validità temporale dell’offerta di acquisito. Una società, proponente domanda di concordato preventivo c.d. in bianco, ha chiesto al Tribunale di Milano l’autorizzazione - ex art. 161, comma 7, l.fall. - a cedere con urgenza un proprio ramo di azienda, oggetto di offerta irrevocabile d’acquisto formulata dopo il deposito della domanda di concordato e con una brevissima validità temporale. Il Tribunale ha negato la chiesta autorizzazione, rilevando (oltre alla mancanza, nella specie, di un’effettiva urgenza di procedere alla cessione) che l’autorizzazione al compimento di un atto urgente di straordinaria amministrazione, ex art. 161, comma 7, l.fall., consistente nella cessione di un ramo d’azienda oggetto di proposta irrevocabile di acquisto, presuppone la possibilità di poter disporre una procedura competitiva ai sensi dell’art. 163 bis, comma 5, l.fall. e detta autorizzazione non può, pertanto, essere concessa quando (come nel caso a mano) i tempi occorrenti allo svolgimento della competizione risultino incompatibili con i termini (nella specie, assai brevi) di validità temporale dell’offerta irrevocabile di acquisito. Secondo il Giudice milanese, infatti, l’art. 163 bis l.fall. ha introdotto un principio di portata generale, secondo il quale gli atti di dismissione del patrimonio del debitore che ricorre al concordato devono essere effettuati mediante il preventivo espletamento di procedure competitive meglio dettagliate nella norma; disciplina applicabile, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ex art. 161, comma 7, l.fall. nonché all’affitto di azienda o di uno o più rami. A tale principio non può derogarsi neanche quando vi sia l’esigenza di evitare che il ritardo, derivante dall’espletamento della procedura competitiva, possa condurre a risultati contrari all’interesse dei creditori. Sulla questione si registrano opposti orientamenti tra i giudici di merito. Anche secondo il Tribunale di Firenze, l’autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione implica la necessaria apertura della procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall., che - a sua volta - esige la formulazione piena di un piano di concordato e, comunque, un lasso di tempo idoneo ad effettuare una pubblicità tale da consentire la conoscenza della procedura e la sua valutazione da parte della più ampia possibile platea di interessati. Di tal che detta autorizzazione deve essere negata allorquando non vi siano detti presupposti (v. Trib. Firenze 23 novembre 2016, in www. osservatorio-oci.org). Secondo il Tribunale di Roma, invece, in presenza di un’offerta di acquisto di un ramo aziendale presentata dopo il deposito della domanda di concordato, è possibile autorizzarne la cessione senza ricorso al meccanismo delle procedure competitive qualora l’urgenza di procedere non sia compatibile con l’espletamento delle formalità previste dall’art. 163 bis l.fall. Secondo lo stesso Tribunale, in tal caso, la cessione può essere autorizzata all’esito di una procedura competitiva deformalizzata da espletarsi sotto la conduzione e vigilanza del Commissario giudiziale (v. Trib. Roma 3 agosto 2017, in questa Rivista, 2018, 1, 83). In tale contesto, vi è anche chi ha ritenuto possibile, durante la fase di concordato con riserva, autorizzare in via d’urgenza l’affitto di un ramo di azienda, per salvaguardare l’integrità e il valore del ramo al fine della migliore soddisfazione dei creditori, e differire ad un momento successivo l’esperimento della procedura competitiva per l’individuazione del soggetto affittuario definitivo (cfr. Trib. Bergamo 23 dicembre 2015, in www.ilcaso.it). Il vivace dibattito giurisprudenziale riflette quello della dottrina. Secondo alcuni, l’inciso “in quanto compatibile” contenuto nell’ultimo comma dell’art. 163 bis l.fall. consentirebbe di escludere il ricorso alla procedura competitiva ogni volta vi fosse la necessita di salvaguardare l’integrità e il valore dell’azienda (v. A. Patti, L’evoluzione normativa dell’affitto d’azienda a rischio di depotenziamento “competitivo”, in questa Rivista, 2017, 516-517, con specifico riferimento al caso dell’affitto ponte. Così anche M. Greggio e G. Vidal, Un primo interessante caso di applicazione della novella di cui all’art. 163-bis l.fall. in www.fallimentiesocietà.it). Secondo altri, la vendita dell’azienda o di suoi rami prima dell’omologa, dovrebbe sempre essere improntata al principio della competitività, facendo però salva la possibilità di escluderla allorquando dalla cessione con procedura competitiva dovesse derivare un ritardo pregiudizievole all’interesse dei creditori (v. G. Bozza, Brevi considerazioni su alcune norme dell’ultima riforma, 2015, 28, in www.fallimentiesocietà.it). Si sostiene anche che l’art. 161, comma 7, l.fall. consentirebbe, nell’ambito di una complessiva comparazione di interessi, di privilegiare l’urgenza rispetto alla procedura competitiva ex art. 163 bis l.fall., ma non evitandola bensì adottando un modello più snello e deformalizzato, idoneo a conciliare le esigenze di speditezza con quelle di tutela dei creditori alla massima realizzazione dell’attivo (v. G.B. Nardecchia, Offerte concorrenti: la ricerca di un difficile equilibrio tra le ragioni del diritto e quelle dell’economia, in questa Rivista, 2018, 88).

 

Trib. Siracusa 31 maggio 2017 (data della decisione), ord. - Pres. Alì - Est. Urso - Beton 5 S.r.l. ed altro (avv. Spadaro) c. Massa dei creditori

In mancanza di presentazione di offerte concorrenti, l’offerta originaria non diviene inefficace e la proposta concordataria deve essere portata al voto dei creditori alle condizioni autonomamente formulate dal proponente, già sottoposte con esito favorevole al vaglio di ammissibilità del tribunale.

 

Tribunale di Bolzano, Sez. fall., 17 maggio 2016, decr. - Pres. Rel. F. Bortolotti

Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Ammissione - Domanda con riserva - Contratto d’affitto d’azienda - Applicabilità (Legge fallimentare artt. 105, 107, 108, 161, 163-bis, 182).

La disciplina dettata dall’art. 163 bis l.fall. si applica anche in caso di domanda di concordato “in bianco”, non essendo necessario il deposito del piano ed esigendosi, invece, da parte di un determinato soggetto un’offerta di trasferimento di azienda, anche non immediato, o di beni specifici, o l’affitto della stessa o di un ramo specifico mediante corrispettivo in denaro od a titolo oneroso.

 

Trib. Palermo 4 maggio 2016, decr. - Pres. Marino - Est. Montante - CE.DI SISA Sicilia S.p.A.

La vendita competitiva, ai sensi dell'articolo 163bis l. fall., di beni dell'impresa proponente può rientrare nel novero degli atti di straordinaria amministrazione a carattere di urgenza di cui all’art. 161, settimo comma, l.fall. e può essere autorizzata anche durante la fase di concordato c.d. con riserva (nel caso di specie, il Tribunale ha autorizzato la vendita in blocco delle merci in ragione della loro rapida obsolescenza e dei relativi costi di mantenimento).

 

Trib. Livorno 11 maggio 2016 (data della decisione), decr. - Pres. Nannipieri - Est. Marinai - Il Lavoro Italiano Soc. coop.

Nell’ipotesi di contratti preliminari, aventi ad oggetto la cessione di singoli beni ricollegabili alla normale e caratteristica attività di gestione dell’impresa, stipulati dal debitore prima della domanda di concordato preventivo, non si applica la disciplina del procedimento competitivo nelle offerte concorrenti ex art. 163bis l. fall.

 

Trib. Forlì 3 febbraio 2016, decr. - Pres. ed Est. Pazzi

1. La disciplina delle offerte concorrenti, prevista dall’art. 163bis l.fall., si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario e quindi non soltanto in caso di concordato liquidatorio, ma anche in caso di concordato con continuità mista e con continuità funzionale alla cessione dell’azienda.

 

2. Ai sensi del combinato disposto degli artt. 163bis, ultimo comma, e 182, quinto comma, l.fall., la vendita competitiva può avvenire anche nella fase pre-concordataria, ex art. 161, sesto comma, l.fall., in assenza di piano, proposta e relazione attestatrice.

 

Tribunale di Forlì 3 febbraio 2016 - Pres. Est. A. Pazzi - Trascoop

Trasporti Concordato preventivo - Ammissione - Proposta - Domanda con riserva o in continuità - Natura liquidatoria, mista e funzionale alla cessione d’azienda - Offerte concorrenti - Gara - Determinazione del prezzo base - Estremi (Cod. civ. art. 2112; legge fallimentare artt. 105, 161, 163-bis, 182).

La disciplina normativa che regola le offerte concorrenti e l’apertura della procedura competitiva si applica a qualsiasi trasferimento di beni in ambito concordatario sia di natura liquidatoria, sia in con continuità mista e funzionale alla cessione dell’azienda e la gara è stabilita sulla base del prezzo di stima ritenuto realizzabile dal commissario giudiziale, tenuto conto delle risultanze di bilancio della società e del suo volume d’affari.

 

Trib. Alessandria 18 gennaio 2016, decr. - Pres. ed Est. Santinello - B. G. & Fratello S.p.a.

La disciplina sulle offerte concorrenti prevista dall’art. 163 bis l.fall. trova applicazione non solo in caso di contratto preliminare di vendita, ma in tutti i casi di contratti già conclusi dal debitore che abbiano come scopo ultimo il trasferimento dell’azienda o dei beni immobili al termine dell’affitto o della locazione.