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Art. 162 l.f. - Inammissibilità della proposta di concordato

Articolo 162 della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito 

Art. 162  (Inammissibilità della proposta) [1]

In vigore dal 1 gennaio 2008

Il Tribunale può concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti.

Il Tribunale, se all’esito del procedimento verifica che non ricorrono i presupposti di cui agli articoli 160, commi primo e secondo, e 161, sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato. In tali casi il Tribunale, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5 dichiara il fallimento del debitore.

Contro la sentenza che dichiara il fallimento è proponibile reclamo a norma dell’ articolo 18. Con il reclamo possono farsi valere anche motivi attinenti all’ammissibilità della proposta di concordato.

Note:

[1] Articolo così sostituito dall'art. 12, comma 4, D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, a decorrere dal 1° gennaio 2008.

 

MASSIME DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E DI MERITO

 

Art. 162

Trib. Milano 15 dicembre 2016 (data della decisione), decr. - Pres. Simonetti - Est. D’Aquino

È inammissibile proposta di concordato preventivo per cessione dei beni che prevede la distribuzione del surplus del ricavato degli immobili (rispetto alla loro valutazione ex ante) ai creditori chirografari anziché al creditore ipotecario, in quanto la stessa altera l’ordine delle cause legittime di prelazione.

Trib. Torino 25 gennaio 2017, decr. - Pres. Nosengo - Est. Massino - Officine Umberto Palermo S.r.l. Trib. Savona 28 dicembre 2016, (data della decisione), decr. - Pres. Soave - Est. Tabacchi - F. & G. S.r.l.

Al debitore che ha presentato domanda di concordato ex art. 161, comma 6, l.fall. è vietato, fino all’omologa, il pagamento dell’attestatore e degli altri professionisti incaricati della preparazione della domanda, comportando la violazione di detto divieto l’inammissibilità della domanda stessa. 

App. Firenze 3 marzo 2016 - Pres. Orsucci - Est. Di Falco

Non costituisce una fattispecie di abuso del diritto la presentazione di domanda di concordato preventivo con riserva, ex art. 161, comma 6, l.fall., depositata in pendenza di un procedimento prefallimentare, nel caso in cui la società abbia deliberato l’accesso alla procedura in epoca anteriore all’udienza, ma il deposito sia avvenuto dopo che il giudice si è riservato di riferire al collegio solo a causa dei dissidi insorti tra i soci; in tal caso, va revocata la dichiarazione di fallimento e gli atti vanno restituiti al Tribunale affinché valuti l’ammissibilità della domanda di concordato.

Cass. Civ., sez. I, 22 maggio 2014, n. 11423 - Pres. Rordorf - Est. De Chiara - P.M. Apice - Marvecspharma Services S.r.l. in liquidazione c. Fallimento Marvecspharma Services S.R.L. in liquidazione (Vedi Cass. 23 gennaio 2013, n. 1521)

In tema di concordato preventivo, la fattibilità del piano è un presupposto di ammissibilità della proposta sul quale, pertanto, il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che consiste nella verifica diretta del presupposto stesso, non restando questo escluso dall’attestazione del professionista. Tuttavia, mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica, intesa come verifica della non incompatibilità del piano con norme inderogabili, non incontra particolari limiti, il controllo sulla fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo, può essere svolto solo nei limiti nella verifica della sussistenza o meno di una assoluta, manifesta inettitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi mediante una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari in un tempo ragionevole, fermo, ovviamente, il controllo della completezza e correttezza dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato e i documenti allegati, ai fini della consapevole espressione del loro voto (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva espresso dubbi in ordine alla possibilità della società  affittuaria dell’azienda della debitrice di produrre risultati imprenditoriali sufficienti ad assicurare il pagamento dei canoni d’affitto occorrenti al soddisfacimento del fabbisogno concordatario).

Art. 162 Cass. Civ., Sez. I, 22 giugno 2016, n. 12957 - Pres. V. Ragonesi - Est. R.M. Di Virgilio - Fallimento della Farmacia Borrelli della Dottoressa V.G. (avv. L. Parrella) c. G.V. (avv. C. Di Nanni) Vedi Cass. 18 dicembre 2015, n. 25587 1.

Ove sia stata presentata una proposta di concordato preventivo c.d. in bianco ai sensi dell’art. 161, comma 6, l.fall., va rispettato l’obbligo di audizione del debitore ex art. 162, comma 2, l.fall. per consentire allo stesso di svolgere le proprie difese prima della pronuncia di inammissibilità, salvo che, inserendosi la proposta nell’ambito della procedura prefallimentare, il debitore sia stato comunque sentito in relazione alla proposta ed abbia avuto modo di svolgere le sue difese.