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Analisi Crisi Aziendale

Programma di valutazione del rischio di crisi aziendale

Programma di valutazione del rischio di crisi aziendale - Valutazione Azienda in 24 ore
Analisi del rischio di crisi aziendale: uno strumento semplice, efficace, rapido. Il programma permette di rilevare la presenza di uno stato di crisi aziendale, od il rischio che si verifichi, mediante l'analisi di indicatori ed indici basati su dati di bilancio. In particolare, il programma genera in automatico: report degli indici e dei margini di bilancio, con giudizi sintetici (positivo, negativo, ..) di molteplici indicatori. Di questi fornisce informazioni sulla loro formazione, il loro significato ed il range ottimale; analisi del rating basato sui principali indicatori di redditività e rotazione, di solidità patrimoniale e di equilibrio di fonti ed impieghi; analisi dello stato di crisi aziendale mediante la formula "Z-score", che è in grado di segnalare se l'impresa: o è "Finanziariamente solida" o dovrà avere "Cautela nella gestione" o ha una "Probabilità di fallimento entroi" o ha una "Probabilità di dissesto a breve" I giudizi dei Rating che ne conseguono vengono suddivisi in 4 categorie: a) molto positivo; b) positivo; c) negativo; d)molto negativo.

Analisi Z-score

Analisi Z-score - Valutazione Azienda in 24 ore
Vengono riportati, all'interno di una scheda che analizza ed assegna un rating anche ai singoli indicatori significativi, i risultati della formula di Edward I. Altman. Sono riportate legende esplicative della valenza degli indicatori e dei coefficienti di ponderazione adottati.

Principali indici di bilancio analizzati dalla Studio

Principali indici di bilancio analizzati dalla Studio - Valutazione Azienda in 24 ore
INDICI DI REDDITIVITÀ E ROTAZIONE
 
Redditività del capitale proprio (ROE)
Dato dal rapporto tra utile netto e patrimonio netto, costituisce la base di remunerazione del capitale proprio e, pertanto, deve essere superiore al tasso di inflazione per poter congruamente remunerare anche il rischio di impresa (tasso BTP + spread).
Redditività operativa attività totali (ROI)
Dato dal rapporto tra risultato operativo netto e capitale investito netto, rappresenta il tasso di remunerazione del capitale globalmente investito, sia quello proprio che quello di terzi e, pertanto, deve essere maggiore del costo dell'indebitamento finanziario.
Costo medio mezzi di terzi (ROD)
Rapporto tra Oneri finanziari sostenuti / Debiti onerosi (debiti finanziari). Va anche confrontato con il ROI: solo se il ROD risulta inferiore al ROI vi è convenienza ad effettuare nuovi investimenti con impiego di capitale di debito; in tal caso vi sarà un effetto positivo sul ROE.
Economic Value Added (EVA)
Indice di performance aziendale. Esprime la differenza tra rendimento operativo al netto delle imposte (NOPAT) e tasso WACC. Per ottenere il valore dell'EVA è sufficiente moltiplicare la % di divario esistente tra reddito operativo al netto delle imposte e Costo medio del capitale per il Capitale investito netto.
 
 
 INDICI DI SOLIDITÀ PATRIMONIALE 
 
Indice di indipendenza finanziaria
Cap. pr./Cap. investito. Maggiore è la solidità patrimoniale tanto minori sono i costi dell'indebitamento ed i rischi associati a mancati rinnovi delle linee di credito. Agire sulla pianificazione delle fonti di finanziamento per migliorare il rapporto. Correlato alla struttura degli investimenti.
Coefficiente auto copertura immobilizzazioni
Cap. pr. / Immobilizzazioni. Detto anche indice di struttura primario. Può anche essere inferiore al 100%, purché la parte residua delle immobilizzazioni risulti finanziata da debiti a medio-lungo termine. Agire su ricapitalizzazione aziendale, reinvestimento degli utili e ridimensionamento del piano di investimenti per migliorare il rapporto.
Ricorso relativo al capitale di terzi (Leverage finanziario)
Rapporto tra passivo FINANZIARIO (corrente e M/L termine) / Patrimonio netto. Evidenzia l'impegno finanziario dei terzi (solo di natura finanziaria) rispetto a quello della proprietà. Valore corretto > o = 1. Varia anche in base al settore.
 
 
INDICI ESPRIMENTI EQUILIBRIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI
 
Coefficiente copertura globale immobilizzi
(Cap. pr.+ Deb. ML) / Immobilizzazioni. Equilibrio tra fonti ed impieghi in termini di durata. Agli investimenti immobilizzati bisogna dare il tempo necessario a generare flussi finanziari mediante il loro impiego (e non la loro dismissione) e pertanto i correlati impegni finanziari devono essere a medio-lungo termine.
Indice di disponibilità (current ratio)
Equilibrio tra fonti ed impieghi in termini di durata. Rapporto tra attivo a breve (incluso il magazzino per natura meno liquide) e passivo a breve. Deve essere superiore al 120%. Indica il grado di solvibilità a breve. Valore limite=100%.Agire su tempi medi di incasso e di pagamento, sulla gestione ottimale delle scorte e consolidamento.
Indice di tesoreria (quick ratio)
Equilibrio composizione Fonti e impieghi. Rapporto tra Attivo a breve - Magazzino e Debiti a breve, indica il grado di solvibilità considerando solo liquidità e crediti a breve. Dovrebbe essere superiore al 100%. Potrebbe essere considerato positivo il 90%, purché il residuo 10% risulti finanziato dalle rimanenze.

Servizio di Analisi della crisi aziendale

Servizio di Analisi della crisi aziendale - Valutazione Azienda in 24 ore

Lo Studio Perriello esegue apposito servizio di analisi dei bilanci dell’impresa finalizzato all’attribuzione di un rating che ne sintetizzi il grado di redditività, di solidità e di equilibrio finanziario.

L’analisi viene eseguita sulla base di un set di (18) indicatori di bilancio selezionati dallo Staff di www.valutazioneazienda.it nonché dell’indice di Altman.

Il rating è  stato  testato su un campione di imprese in bonis od in stato di crisi aziendale più o meno avanzato, poi sfociata in una dichiarazione di fallimento o di concordato preventivo,  liquidatorio  od in continuità aziendale.

Dall’esame dell’evoluzione nel tempo (ultimi quattro anni) dei conti, e del rating, di tali imprese, confrontato anche (quale parametro di confronto) con l’Indice Z-score di Altman,  si ricavano importanti informazioni sullo stato e sulle prospettive economico-finanziarie dell’impresa, tra cui il mantenimento della continuità aziendale, e sulle più opportune strategie da attuare.

Tale analisi, da svolgersi a brevi intervalli di tempo, è di particolare rilevanza per l’impresa al fine di assumere con tempestività le decisioni più adeguate al caso di specie ed anche per gli stessi amministratori ai fini dell’esclusione o della mitigazione delle loro responsabilità.

Si consideri che l’art.  2381 c.c. stabilisce che la società deve avere un adeguato assetto organizzativo  amministrativo e contabile e che il disegno di legge delega di riforma della legge fallimentare accresce ulteriormente sotto tale profilo l’importanza dell’elemento della continuità aziendale.

La continuità aziendale è un principio fondamentale anche nella redazione del bilancio.

Ai sensi dell’art. 2423-bis del codice civile la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività.

I principi contabili internazionali, in particolare lo IAS 1, prevedono che la direzione valuti la capacità dell’impresa di continuare a operare come una entità in funzionamento.

La mancanza del requisito della continuità aziendale comporta che il bilancio non possa più essere redatto seguendo i principi di funzionamento ma applicando i criteri di liquidazione, ossia di realizzo delle attività ed estinzione delle passività.

Allorché l’impresa presenti sintomi di crisi, gli amministratori, così come gli organi di controllo, dovranno, pertanto, nel modo più tempestivo possibile, rilevare la permanenza attuale e prospettica della continuità aziendale, al fine di decidere con prontezza quali procedure di risanamento o di ristrutturazione porre in essere per salvaguardarne il valore.

È chiaro che la verifica della permanenza del requisito della continuità aziendale non può essere svolta occasionalmente, in sede di redazione del bilancio annuale, ma deve essere fatta in modo continuativo e sistematico, mediante l’utilizzo di appositi programmi e procedure.

Lo studio Perriello, anche al fine di promuovere la diffusione di tale buona pratica, esegue il servizio di ANALISI DELLA CRISI AZIENDALE alla tariffa (simbolica) di € 100,00.

Il pagamento del compenso potrà essere eseguito nei successivi 15 gg. dal ricevimento della fattura. L’importo di € 100,00 è da intendersi al lordo dell’IVA ed al netto della ritenuta di acconto (codice 1040) che dovrà essere versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento della fattura.

È necessario a tal fine che la società proprietaria dell’azienda, od il professionista che la assiste, compili in modo integrale l’apposito form (compresi i dati completi per la fatturazione del servizio) presente sul sito www.valutazioneazienda.it  nella sezione Contattaci, scrivendo nel testo del messaggio: “Analisi della crisi aziendale” ed allegando i bilanci degli ultimi 4 esercizi dell’impresa da analizzare.

Sulla base di quanto emergerà da tale esame l’impresa potrà poi avvalersi dello studio per la predisposizione di un efficace piano di risanamento o di ristrutturazione.

Lo studio mette inoltre a disposizione in modo gratuito apposito programma a mezzo del quale potrà essere eseguita in proprio un’analisi di primo livello della solidità dell’impresa (sulla base di n. 10 indicatori di bilancio sviluppati per il solo ultimo esercizio consuntivo).

Tale file è scaricabile gratuitamente cliccando sul seguente link alla sezione “Software valutazione gratuiti”.