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Indici economico-patrimoniali
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2009
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giudizio
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Valore ottimale
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Scostamento in valore
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Scostamento %
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Scoring
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Redditività del capitale proprio (ROE)
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4,48%
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negativo
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5,00%
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-0,52%
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-10,40%
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5
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Redditività operativa attività totali (ROI)
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5,85%
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negativo
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6,30%
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-0,45%
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-7,09%
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5
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Costo medio mezzi di terzi (ROD)
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6,17%
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negativo
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5,04%
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1,13%
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22,36%
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5
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Economic Value Added (EVA)
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-3,31%
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molto negativo
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2,00%
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-5,12%
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-256,13%
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0
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REDDITIVITA' E ROTAZIONE
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Categoria D: molto negativo, con scostamento dal benchmark di oltre 1/4
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3,75
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Indice di indipendenza finanziaria
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38,84%
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negativo
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50,00%
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-11,16%
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-22,33%
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5
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Coefficiente auto copertura immobilizzazioni
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65,73%
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molto positivo
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50,00%
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15,73%
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31,45%
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10
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Ricorso relativo al capitale di terzi (Leverage finanziario)
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82,10%
|
positivo
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86,00%
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-3,90%
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-4,53%
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7,5
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SOLIDITA' PATRIMONIALE
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Categoria B: positivo, con scostamento dal benchmark contenuto nei limiti di 1/4
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7,50
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Coefficiente copertura globale immobilizzi
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105,55%
|
positivo
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100,00%
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5,55%
|
5,55%
|
7,5
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Indice di disponibilità (current ratio)
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110,98%
|
positivo
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110,00%
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0,98%
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0,89%
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7,5
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Indice di tesoreria (quick ratio)
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79,20%
|
negativo
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100,00%
|
-20,80%
|
-20,80%
|
5
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EQUILIBRIO FONTI-IMPIEGHI
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Categoria C: negativo, con scostamento dal benchmark contenuto nei limiti di 1/4
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6,67
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GLOBALE
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Categoria C: negativo, con scostamento dal benchmark contenuto nei limiti di 1/4
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5,75
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Al fine di rendere comprensibili i criteri di attribuzione dei punteggi e dei giudizi alle diverse classi di indicatori si riporta apposita legenda esplicativa:
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Legenda giudizi
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Classi
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Scoring medio
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Giudizio
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Categoria A
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10 = scostamento positivo di 1/4 o più
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Molto positivo
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Categoria B
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7,5 = scostamento positivo nei limiti di 1/4
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Positivo
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Categoria C
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5 = scostamento negativo contenuto in 1/4
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Negativo
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Categoria D
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0 = scostamento negativo di 1/4 o più
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Molto negativo
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COMMENTO AGLI INDICATORI DI BILANCIO
Come sopra rappresentato, il punteggio (scoring) globale assegnato al SETTORE, che indica nel complesso la sua capacità patrimoniale, economica e finanziaria, è pari a 5,25 su 10,00.
Guardando all’Impresa Italia nel dettaglio delle diverse aree di forza competitiva risulta quanto appresso indicato.
Redditività e rotazione
Gli indicatori di redditività e di performance esaminati esprimono un valore medio oscillante tra negativo e molto negativo, pari a 3,75 su un punteggio massimo di 10.
Gli indici contemplati sono:
· il ROE, dato dal rapporto tra utile netto e patrimonio netto, che costituisce la base di remunerazione del capitale proprio, dovrebbe essere superiore al costo-opportunità del capitale proprio (COE), cioè al rendimento ritraibile da investimenti alternativi aventi pari livello di rischio (tasso BTP + spread).
· Il ROI, dato dal rapporto tra risultato operativo netto e capitale investito, che rappresenta il tasso di remunerazione del capitale globalmente investito, sia quello proprio che quello di terzi, dovrebbe essere maggiore del costo dell'indebitamento finanziario.
· Il ROD, dato dal rapporto tra Oneri finanziari sostenuti e Debiti onerosi (finanziari), che indica il costo sostenuto per l’indebitamento, dovrebbe essere inferiore ai tassi di mercato, ed inferiore al ROI affinché vi possa essere convenienza ad effettuare nuovi investimenti con impiego di capitale di debito.
· L’indice di performance aziendale del valore aggiunto economico (EVA), che esprime la differenza tra rendimento operativo al netto delle imposte (NOPAT) e tasso WACC, dovrebbe assumere valore positivo.
Solidità patrimoniale
Gli indicatori di solidità valutati esprimono mediamente valori positivi: 7,50 su 10,0.
Gli indicatori contemplati sono:
· L’indice di indipendenza finanziaria, data dal rapporto fra Capitale proprio e Capitale investito, che è correlato alla struttura degli investimenti, indica il grado di solidità patrimoniale; pertanto, tanto maggiore è il valore del rapporto tanto minori sono i costi dell'indebitamento ed i rischi associati a mancati rinnovi delle linee di credito.
· L’indice di auto copertura delle immobilizzazioni, dato dal rapporto tra capitale proprio e Immobilizzazioni, detto anche indice di struttura primario, esprime il grado di finanziamento delle immobilizzazioni nette. Esso può essere inferiore al 100%, purché la parte residua delle immobilizzazioni risulti finanziata da debiti a medio-lungo termine.
· L’indice di leverage finanziario, dato dal rapporto tra passivo finanziario (sia quello corrente che quello a medio e lungo termine) e Capitale proprio, indica l'impegno finanziario dei terzi finanziatori rispetto a quello della proprietà. Tale valore non dovrebbe superare 3.
Equilibrio Fonti e impieghi
Gli indicatori di equilibrio tra fonti e impieghi (omogenei in termini di durata) tra gli impieghi e le relative fonti di finanziamento esprimono un valore medio ricompreso nel range negativo-positivo e comunque più prossimo a quest’ultimo: 6,67 su 10.
Gli indicatori contemplati sono:
· L’indice di copertura globale delle immobilizzazioni, dato dal rapporto tra Capitale proprio + Debiti a medio lungo termine e le Immobilizzazioni, che esprime il grado di equilibrio tra fonti ed impieghi a medio e lungo termine, dovrebbe essere superiore al 100%, in quanto non è generalmente ammissibile il finanziamento degli investimenti immobilizzati con debiti a breve termine dovendosi concedere agli stessi investimenti il tempo necessario a generare flussi finanziari mediante il loro impiego (e non la loro dismissione).
· L’indice di disponibilità, detto anche current ratio, dato dal rapporto tra attivo a breve (incluso il magazzino) e passivo a breve, che indica il grado di solvibilità a breve, dovrebbe superare il 100% di quanto necessario a contemplare le difficoltà di monetizzazione delle rimanenze.
· L’indice di tesoreria, detto anche quick ratio, dato dal apporto tra Attivo a breve al netto del magazzino e Debiti a breve, che indica il grado di solvibilità considerando solo liquidità e crediti a breve, dovrebbe essere superiore al 100%.

